Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi

Il sito del Festival della Montagna reatino

Per tutta la giornata del 24 dicembre i bambini dell’ufficiale Stahbaum non avevano avuto il permesso di entrare nel soggiorno e tanto meno nel salone. Fritz e Marie se ne stavano rannicchiati in un angolo della stanzetta sul retro; calava la sera e i bambini si inquietarono molto vedendo che nessuno entrava per portare il lume come ogni giorno. Fritz sussurrò alla sorellina di aver sentito sin dal primo mattino, nelle stanze chiuse a chiave, fruscii, rumori metallici e lievi colpetti. E poi un omino nero…”

Chi sono Fritz e Marie? Chi è lo strano e bruttissimo individuo che ama fabbricare giocattoli? Chi sarà l’omino di legno con i denti aguzzi di cui Marie si innamorerà? Che mondi si possono nascondere dietro dei semplici giocattoli?

Questi sono solo gli indizi iniziali della favola incantata in cui Hoffmann ci condurrà. Un viaggio dentro l’immaginazione e i sogni di una bambina che, attraversando le proprie paure, diventerà grande. Lo Schiaccianoci sarà il suo aiutante, che la trascinerà in un regno popolato di topi, fate, soldatini, principi, principesse, regine cattive e perfidi re. Una storia che racchiude altre storie, che si muovono come cerchi concentrici in cui Hoffmann ci fa smarrire per poi ritrovarci. Sono mondi paralleli, mondi spaventosi, mondi zuccherosi, mondi onirici, dei sogni, mondi fantastici in cui perdersi ad ogni età.

Quello che faremo sarà raccontare a modo nostro una delle fiabe natalizie più famose di tutti i tempi. E allora le ambientazioni diventeranno suoni, le voci daranno vita a personaggi reali e magici, la musica diventerà anch’essa come una voce per raccontarci e accompagnarci all’interno di questi mondi. Una fiaba sonora, una scatola magica in cui tutto può succedere!

Ogni storia attraversa mille vite e questo accade grazie al narrare, al tramandare, al raccontare. Lo Schiaccianoci prende vita dalla penna del visionario E.T.A. Hoffmann, si trasforma nelle parole di Dumas, diventa danza con Cajkovskij e arriva fino ai giorni nostri.
​Ci piace pensare che anche noi insieme al giovane pubblico che incontreremo contribuiremo alla lunga vita di questa meravigliosa fiaba.

Liberamente tratto dall’omonimo racconto di E.T.A. Hoffmann

di Emilio Barone e Francesco Petti

con Emilio Barone

musiche originali Francesco Petti​
suoni e voci Emilio Barone 

regia Francesco Petti